La sostituzione di una protesi usurata (revisione) è un intervento particolarmente impegnativo per il paziente e tecnicamente per il chirurgo. Le protesi d’anca da revisione differiscono da quelle che vengono impiegate per la prima volta in relazione alla differente sede in cui si ancorano. Infatti le protesi da revisione sono di maggiori dimensioni e lunghezza arrivando ad occupare il canale midollare laddove persiste ancora tessuto di ancoraggio valido. L’acetabolo invece viene ancorato all’osso con l’ausilio di cemento, viti e gabbie metalliche.

Per non arrivare a situazioni cliniche di complessa soluzione si segnala l’importanza di “pre-manutenzione” della protesi.

Infatti è necessario eseguire un controllo RX periodico ed una visita ortopedica di controllo alla scadenza di 1 mese, 3 mesi, 6 mesi, 12 mesi e poi ogni anno.

Problema età
Ormai, grazie alla evoluzione della tecnica di revisione, non si guarda al paziente anziano (maggiore di 65 anni) come unico soggetto a cui indicare una protesi d’anca, ma ad una fascia di età molto più larga visto che lo scopo di questo intervento è quello di migliorare la qualità di vita indipendentemente dall’età. Questa rimane un parametro fondamentale da valutare nel porre l’indicazione all’intervento. Infatti la durata delle protesi risulta tuttora limitata nel tempo per la usura dei materiali. Le protesi più longeve disponibili hanno una sopravvivenza media di circa 20 anni, ma la variabilità individuale è grandissima. L’età, il peso e il livello di attività fisica sembrano incidere in modo determinante sulla durata dell’impianto. Questo fa sì che un paziente anziano, magro e con basse richieste funzionali possa ragionevolmente ritenere che il suo impianto sia “per sempre”. Non così un giovane attivo e sovrappeso, per il quale il rischio di andare incontro ad un intervento di riprotesizzazione è concreto.

Si ritiene che una protesi all’anca sia più indicata nei soggetti con una età maggiore di 60 anni, relativamente indicata nei soggetti tra 50-60anni, indicata in casi particolari in pazienti con età inferiore a 50 anni.